A Reggio Emilia ci sono figure che appartengono alla storia locale solo in apparenza.
Nilde Iotti è una di queste: nata a Reggio Emilia nel 1920, la sua vicenda personale e politica si intreccia con alcuni dei passaggi più importanti della storia italiana del Novecento.
Dalla Resistenza all’Assemblea Costituente, fino a tredici anni consecutivi alla Presidenza della Camera dei Deputati, il suo percorso attraversa la costruzione della Repubblica italiana e il progressivo cambiamento del ruolo delle donne nella vita pubblica del Paese.
Raccontare Nilde Iotti significa quindi raccontare non solo una biografia politica, ma anche una parte dell’identità civile di Reggio Emilia — e, per chi visita la città, un buon punto di partenza per scoprirne la storia più recente, quella del Novecento, meno nota rispetto al centro storico ma altrettanto ricca di luoghi da vedere.
Le origini reggiane
Leonilde Iotti, detta Nilde, nasce a Reggio Emilia il 10 aprile 1920, in una famiglia di tradizione socialista e di orientamento apertamente antifascista. Il padre Egidio, ferroviere, viene licenziato a causa delle sue idee politiche e del suo impegno sindacale, e la famiglia attraversa anni di difficoltà economiche.
Rimasta orfana del padre nel 1934, Nilde riesce comunque a proseguire gli studi grazie a una borsa di studio, iscrivendosi all’Università Cattolica di Milano, dove si laurea in Lettere nel 1942. Dopo la laurea insegna per alcuni anni in scuole tecniche della provincia reggiana.
Anche questo passaggio racconta bene il contesto della Reggio Emilia del tempo: una città in cui formazione, partecipazione politica e cultura popolare si intrecciavano profondamente.
Dalla Resistenza alla Costituente
Dopo l’8 settembre 1943, Nilde Iotti si avvicina alla Resistenza: diventa staffetta partigiana, portando in bicicletta volantini, viveri e medicine, e partecipa alla lotta di Liberazione anche attraverso i Gruppi di Difesa della Donna.
Nel dopoguerra viene eletta segretaria dell’Unione Donne Italiane (UDI) di Reggio Emilia ed entra nel consiglio comunale cittadino. Nello stesso periodo aderisce al Partito Comunista Italiano.
Il 2 giugno 1946 viene eletta all’Assemblea Costituente, diventando una delle ventuno donne — le cosiddette “madri costituenti” — chiamate a partecipare alla scrittura della Costituzione italiana, e una delle cinque donne inserite nella Commissione dei 75.
All’interno della Commissione lavora in particolare sui temi legati alla famiglia, al ruolo della donna e all’uguaglianza tra i coniugi, contribuendo al dibattito che avrebbe definito alcuni principi centrali della nuova Repubblica.
Rieletta alla Camera dei Deputati nel 1948, vi siederà ininterrottamente fino al 1999, impegnandosi in seguito anche sulle battaglie per il divorzio e per la riforma del diritto di famiglia.
La sua presenza nelle istituzioni assume fin da subito un valore che va oltre il percorso personale, inserendosi nel più ampio ingresso delle donne nella vita politica democratica del Paese.
La Presidenza della Camera
Il 20 giugno 1979 Nilde Iotti diventa la prima donna nella storia della Repubblica italiana a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei Deputati, eletta con un’ampia maggioranza.
Resterà in carica per tredici anni consecutivi, dal 1979 al 1992 — venendo confermata anche nel 1983 e nel 1987 — attraversando una delle fasi più complesse della storia politica italiana del dopoguerra, segnata tra l’altro dall’emergenza terrorismo. Ancora oggi detiene il record del mandato più lungo alla guida della Camera.
La sua figura viene ricordata per autorevolezza istituzionale, rigore e capacità di mediazione, qualità che le permisero di ottenere rispetto trasversale anche in contesti politici fortemente conflittuali. Nel 1992, lasciata la Presidenza della Camera, viene indicata come candidata delle sinistre alla Presidenza della Repubblica.
Nilde Iotti e la dimensione europea
Accanto all’attività politica nazionale, Nilde Iotti ha un ruolo diretto — non solo di sostegno “a distanza” — nella costruzione delle istituzioni europee.
Nel 1969, primo anno in cui i parlamentari comunisti italiani entrano a far parte della delegazione nazionale al Parlamento Europeo, Iotti viene inclusa nella delegazione e vi resta per dieci anni, occupandosi in particolare di questioni istituzionali.
Il suo impegno principale in questo ruolo è quello di ottenere l’elezione del Parlamento Europeo a suffragio universale diretto: un obiettivo raggiunto nel 1979, anno in cui si tengono le prime elezioni europee dirette e in cui Iotti lascia il seggio di eurodeputata per assumere la Presidenza della Camera.
Per questo il suo nome viene oggi ricordato anche nel percorso storico legato alla costruzione democratica dell’Europa contemporanea: la Commissione Europea la include tra le “figure pioniere” dell’integrazione europea.
Gli ultimi anni
Dopo il 1992 Nilde Iotti continua l’attività istituzionale: presiede la Commissione bicamerale per le riforme istituzionali (1993-1994) e, dal 1996, la delegazione italiana all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, di cui diventa anche vicepresidente nel 1997.
Rinuncia a tutti gli incarichi il 18 novembre 1999 per gravi problemi di salute e muore pochi giorni dopo, il 4 dicembre 1999, a 79 anni.
Una figura che appartiene anche al territorio
A Reggio Emilia, la memoria di Nilde Iotti continua a essere profondamente presente, ed è anche un tema che si può “visitare”.
Alla periferia ovest della città, tra i quartieri di Pieve Modolena, Orologio e Roncina, si trova il Parco Nilde Iotti, una delle aree verdi più estese di Reggio Emilia, oggi animata da percorsi ciclopedonali, un percorso multisensoriale e iniziative di quartiere: una tappa semplice ma significativa per chi vuole unire una passeggiata nel verde a un pizzico di storia locale.
Chi desidera invece approfondire i documenti, le fotografie e la corrispondenza legati alla sua attività politica può farlo alla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, che dal 2002 conserva il fondo archivistico donato dalla famiglia, mentre alcune medaglie e onorificenze sono custodite presso i Musei Civici cittadini, nel cuore del centro storico.
Per chi organizza un weekend a Reggio Emilia, questi luoghi si prestano bene a essere abbinati agli altri itinerari storico-culturali della città — dal centro storico di Piazza Prampolini ai percorsi dedicati alla Resistenza e alla nascita del Tricolore — in una visita che intreccia storia del Novecento, memoria civile e scoperta del territorio emiliano.
Non solo per il legame biografico con la città, ma perché la sua figura incarna alcuni elementi che hanno segnato storicamente l’identità del territorio: partecipazione civile, cultura politica, attenzione ai diritti e valore dell’istruzione.
In questo senso, Nilde Iotti rappresenta un punto di incontro tra storia locale e storia nazionale — e un buon pretesto per chi viaggia in Emilia per scoprire la regione anche attraverso i suoi luoghi della memoria.
Conclusione
La figura di Nilde Iotti attraversa il Novecento italiano mantenendo un legame costante con le proprie radici reggiane.
Il suo percorso racconta una trasformazione più ampia: quella di un Paese che, attraverso la Repubblica e la Costituzione, ridefinisce il ruolo delle istituzioni e della partecipazione democratica.
E forse è proprio questo uno degli aspetti che rende ancora attuale la sua figura: la capacità di collegare dimensione politica e responsabilità civile senza separarle mai — un filo che, a Reggio Emilia, si può ancora ripercorrere camminando tra il parco a lei dedicato e le sale del centro storico che hanno fatto da sfondo alla sua storia.