Nelle scorse settimane la Principessa Kate Middleton ha visitato Reggio Emilia per conoscere da vicino il Reggio Emilia Approach, il modello educativo sviluppato nei nidi e nelle scuole dell’infanzia della città e diventato negli anni un riferimento internazionale.
La visita ha acceso nuovamente l’interesse attorno a una delle esperienze culturali più riconoscibili nate a Reggio Emilia, legata non solo alla scuola, ma a un’idea più ampia di comunità ed educazione.
Le origini nel dopoguerra
Il Reggio Emilia Approach nasce negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, quando nelle campagne reggiane iniziano a sorgere scuole materne e asili autogestiti promossi dalle comunità locali.
In questo contesto si sviluppa il lavoro di Loris Malaguzzi, pedagogista reggiano che contribuì a costruire un approccio educativo fondato sull’ascolto, sulla partecipazione e sull’autonomia dei bambini.
L’idea centrale è che il bambino non sia un semplice destinatario dell’insegnamento, ma una persona con capacità, interessi e linguaggi propri fin dall’infanzia.
I “cento linguaggi dei bambini”
Uno dei concetti più noti elaborati da Malaguzzi è quello dei “cento linguaggi dei bambini”: modi diversi di esprimersi, conoscere e interpretare il mondo attraverso parola, disegno, gioco, movimento, materiali e relazioni.
Per questo nelle scuole reggiane grande importanza viene data agli atelier, agli spazi educativi e alla partecipazione attiva dei bambini nella vita quotidiana della scuola.
Un’esperienza legata alla città
Uno degli aspetti più particolari del Reggio Emilia Approach è il suo legame con il territorio.
A Reggio Emilia il progetto educativo è sostenuto direttamente dal Comune ed è diventato nel tempo uno degli elementi più riconoscibili dell’identità cittadina.
Oggi il Centro Internazionale Loris Malaguzzi continua a raccontare e sviluppare questa esperienza attraverso attività formative, atelier e incontri internazionali.
La visita della Principessa Kate
Durante la visita a Reggio Emilia, la Principessa Kate ha partecipato a momenti di confronto con bambini ed educatori, visitando scuole e laboratori legati al Reggio Emilia Approach.
La sua presenza ha confermato ancora una volta la rilevanza internazionale di un’esperienza educativa che dall’Emilia influenza il modo di pensare l’infanzia e la scuola in tutto il mondo.
Il Reggio Emilia Approach mostra come un’esperienza nata localmente possa diventare un riferimento globale senza perdere il legame con il territorio da cui proviene.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti della storia educativa reggiana: la capacità di trasformare l’idea di scuola in una parte dell’identità culturale della città.